BegottiPuntin2003

Autori
Begotti, Pier Carlo / Puntin, Maurizio
Titolo
Storie / Storiis. Di due documenti medievali monfalconesi da rivedere. Sot la Nape 55, 1
Ordinamento
storie storiis di due documenti medievali monfalconesi da rivedere
Data 1
2003
Memo
Gli autori dimostrano l'infondatezza della tesi secondo cui il dialetto venetofono bisiac è attestato a partire dal 1386 nel Monfalconese. Secondo le relative ricerche etimologiche, infatti, il territorio in questione era caratterizzato dalla presenza di parlanti friulani e di consistenti comunità slave fino al XVII secolo, data prima della quale, per ragioni storiche, risulta difficile provare la "veneticità" del Monfalconese. L'errore deriverebbe, da un lato, dall'errata interpretazione del termine tardo-medievale lagicum in  un atto notarile di Bertrando di Aiello del 1386 (Arch. Stato di Udine n. 3045) e, dall'altro, dall'interpretazione non corretta dalla trascrizione in veneto di un'accusa fatta da  un monfalconese e contenuta nel Codice quattrocentesco degli Acta Criminalia (1447-1448), curati dal podestà veneziano di Monfalcone, Andrea Contarini. Nel primo caso, lagicum, con cui viene definita la lingua dei Monfalconesi, andrebbe ricondotto allo sloveno lah 'latino, romanzo', da vlah, presente negli etnici balcanici, ad esempio, in 'Valacchi', utilizzato come sinonimo di forlanum, e non come termine di altro significato. Nel secondo caso, invece, l'errore scaturirebbe  dalla superficiale convinzione secondo cui gli atti giudiziari riproducevano pari pari la lingua adoperata dagli imputati, anzichè il tosco-veneto di koinè, come invece è accaduto anche per gli Acta monfalconesi. 
Infine, a p. 62 compare un interessante elenco di toponimi bisiachi riconducibili alla lingua friulana, a ulteriore riprova dell'ipotizzata antica diffusione di tale lingua in terriorio monfalconese, argomento già affrontato da Puntin in "In Sotgjars" e dintorni, Sot la Nape 42, 2 (pp. 23-26), cfr. scheda PuntinM1990.