Lo studio è qui ripubblicato dalle due autrici, senza sostanziali modifiche, dopo una prima uscita nella miscellanea in onore di Giovanni Battista Pellegrini del 1991 - vd. VanelliZamboni1991.
Tra le fonti documentarie di maggiore interesse per la conoscenza del friulano delle origini, un posto di sicuro rilievo, a fianco delle ampie raccolte di carte di carattere contabile e amministrativo, conservate in archivi e biblioteche della regione, è occupato dai noti Esercizi di versione dal friulano in latino della seconda metà del Trecento. Si tratta, in particolare, di una serie di 81 brevi testi in volgare friulano assegnati agli allievi notai di una scuola cividalese del tempo con il compito di tradurli in latino; questo esercizio di versione si presenta di utilità essenzialmente pratica, dal momento che tale operazione veniva poi quotidianamente svolta da chi aveva l’incarico di redigere atti e documenti per passare dal registro orale in cui avveniva normalmente la comunicazione, il parlamentum, a quello scritto, più formale e ufficiale, cioè il latino. L’edizione di questi Esercizi di versione del Trecento, conservati ora presso la Biblioteca Comunale di Verona (ms. 1253), si deve ad un giovane Alfredo Schiaffini, che nel 1922 li proponeva, forniti di una serie di note storiche, sulla “Rivista della Società Filologica Friulana” (n. 3, fasc. 2, pp. 87-117). Il lavoro che qui si segnala ripropone l’edizione dello Schiaffini, senza sostanziali modifiche, ma con l’aggiunta della traduzione in italiano e, soprattutto, di un puntuale, accurato e apprezzabilissimo commento linguistico. Numerose sono infatti le particolarità degli Esercizi, a partire dalla grafia, testi che, proprio perché pensati come esercitazione pratica alla traduzione, presentano una concentrazione davvero singolare di costrutti notevoli, di forme e locuzioni non consuete per il friulano antico. All’esame di fonologia, morfologia e sintassi della parte friulana degli Esercizi, segue una cospicua rassegna di elementi lessicali. [F.V. RID 40].