CinauseroB2003b

Autori
Cinausero, Barbara
Titolo
La toponomastica di Pontebba. Un territorio di confine romanzo-slavo-germanico
Ordinamento
toponomastica di Pontebba un territorio di confine romanzo-slavo-germanico
Luogo
Udine
Editore
Società Filologica Friulana
Data 1
2003
Memo
La presenza di tradizioni linguistiche diverse costituisce, per il Friuli, la regola: il carattere plurilingue della regione, da sempre all'attenzione di studiosi del territorio, trova nella Val Canale, e nel territorio di Pontebba in particolare, la sua dimensione più originale e autentica. A circa 560 metri d'altitudine, la località si trovava un tempo divisa, lungo il fiume Fella, tra Regno d'Italia e Impero Austro-Ungarico, nelle due borgate di Rontebba  (italiana) e di Pontafel (austriaca), anche detta Pontebba Nova. Già popolata da genti celtiche, in epoca prelatina, in quest'area vengono ora a contatto le tre grandi famiglie delle lingue europee, quella germanica, quella slava e quella neolatina, contatto che porta ad una diffusa polimorfia toponimica. Dopo un necessario inquadramento storico e culturale dell'area, l'A. presenta una disamina attenta e precisa dei filoni e dei singoli tipi, formulando convincenti interpretazioni dei macro- e dei microtoponimi registrati sul territorio. Interessanti sono i meccanismi di produzione delle forrne, per adattamento fonetico o per traduzione, talora paretimologica, altre volte per dissociazione. Un caso di adattamento fonetico si ha, ad esempio, con il nome del capoluogo comunale, it. Pontebba, frl. Pontéibe, slov. Tabelj o Pontabelj (dial. Tabla), ted. Pontafel come anche per l'indicazione del principale corso d'acqua della Valle, il fiume Fella, frl. Fèle, ted. Fellafluß, dall'it. Fella con l'aggiunta della specificazione Fluß 'fiume', denominazione che prende il posto del più antico tipo Vellach, dallo slov. Bela con l'aggiunta del suffisso -ach relativo a corsi d'acqua. Un esempio di traduzione è invece costituito dal nome della vicina località di San Leopoldo, in frl. Leglésie, slov. Lipalja Ves o Depolja Ves, ted. Leopoldskirchen, già Diepoldskirchen, dove però il frl. glésie e il ted. Kirche significano 'chiesa' e lo slov. Ves significa 'villaggio'. Ancora a traduzione, ad esempio, si deve la denominazione del Rio Bianco, in frl. Rìul Blanc, in slov. Beli Potok, in ted. Weissenbach. Arricchisce il volume, che inaugura la collana dei "Quaderni di toponomastica friulana", diretta da Franco Finco, una serie di tavole cartografiche curate da Ermanno Dentesano. [F.V. RID 40].