Atlante Storico Linguistico Etnografico Friulano
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Bibliografia
CinauseroHoferDentesano2017
Autori
Cinausero Hofer, Barbara / Dentesano, Ermanno
Titolo
Oronimi del Friuli
Ordinamento
Oronimi del Friuli
Luogo
Udine
Editore
Società Filologica Friulana
Data 1
2017
Memo
Il volume, impegnativo e dalla veste tipografica elegante, affronta il tema della descrizione degli oronimi friulani, partendo dagli spunti, invero non sistematici, della bibliografia disponibile. L’
Introduzione
(pp. 1-13) descrive i caratteri della raccolta a cominciare dallo spoglio delle tavolette IGM 25 degli anni Sessanta, con alcune integrazioni. A lemma si riporta la forma friulana, con la grafia di riferimento, alla quale seguono le eventuali forme friulane locali e quindi i corrispondenti in tedesco e in sloveno, mentre l’italiano occupa l’ultima posizione; all’indicazione dell’oronimo segue la quota del rilievo, il comune amministrativo (o i comuni) di pertinenza, le coordinate del rilievo stesso sulla carta che accompagna il testo. Al profilo orografico e linguistico della regione seguono alcune note su fenomeni ricorrenti quali la polimorfia, il calco, l’adattamento, la dissociazione, la tautologia e, quindi, un elenco di termini ricorrenti in combinazione con altri denominatori come it.
alpe
, ted.
Berg
‘monte’, slov.
brdo
‘colle, altura’, frl.
clap
‘sasso’, frl.
croda
‘cima o cresta rocciosa’, ted.
Eck
‘angolo, prominenza’, frl.
foran
‘antro, burrone’, frl.
làvare
‘lastrone’, frl.
nava
‘valle, avvallamento’, frl.
pala
‘prato di alta montagna’, frl.
rop
‘rupe, costone’, slov.
vrh
‘cima, sommità’. La vasta raccolta degli oronimi friulani (pp. 49-357) è costituita da circa 1.500 tipi, continuatori di differenti tradizioni linguistiche, frequentemente frutto di incroci dove i numerosi composti possono esprimere una testa e un modificatore da lingue diverse, in libera associazione e magari con lo sviluppo di processi di traduzione e calco, semantico o fonetico, dall’una all’altra. La maggioranza delle forme presentate rinviano a basi friulane, circa il 60%, un quarto delle forme si possono considerare italiane, in senso lato, mentre quelle slave si aggirano sul 10%; meno numerose, infine, le basi germaniche o venete. Una ricca sezione di
Indici e bibliografie
(pp. 359-414) chiude il repertorio, che porta come ulteriore corredo una bella carta del Friuli (cm. 128 x 92) realizzata con la collaborazione dell’editrice Tabacco di Tavagnacco (Ud). [
F.V.
RID 42].