Questo cospicuo volume miscellaneo si occupa della storia e della geografia della Slovenia, con particolare attenzione per i rapporti linguistici, culturali e artistici intercorsi tra la stessa e la regione friulana. I contributi che costituiscono la parte centrale del volume sono invece dedicati alle testimonianze linguistiche della continuità geografica tra Friuli orientale e Slovenia occidentale, con uno sguardo rivolto ai dialetti della Val Canale, della Val Resia e delle Valli del Natisone. Infine, l’ultima parte del testo getta luce sulla presenza della cultura materiale e religiosa di matrice slovena nell’Isontino e nel Collio goriziano.
La Società Filologica Friulana saluta l'adesione della Slovenia alla Comunità europea, prima tra le istituzione culturali regionali, portando l'annuale congresso sociale nella capitale Lubiana. Per la linguistica e la toponomastica si segnalano: Rosanna Benacchio, Zone di contatto slavo-romanze in Friuli: i dialetti di Resia, Torre e Natisone (pp. 413-432); Barbara Cinauero, Lingue e toponimi in Val Canale. Un'interessante area di contatto tedesco-slavo-romanza (pp. 511-524); Paolo Fabbro, Le grotte dei nomi. Divagazioni speleonimiche nella fascia orientale del Friuli (pp. 525-538); Franco Finco, Toponimi di origine slovena nella pianura friulana (pp. 539-558); Maurizio Puntin, Sclavoni nell'Oltreisonzo medievale (pp. 559-566). [F.V. RID 40].