FincoF2009h

Autori
Finco, Franco
Titolo
La palatalizzazione di /a:/ nelle varietà friulane. Dati fonologici a confronto. Mondo ladino 33
Ordinamento
palatalizzazione di a nelle varieta friulane dati fonologici a confronto
Data 1
2009
Memo
Uno dei parametri fonetici che G.I. Ascoli nei suoi Saggi ladini (1873) indicò per “iscoprire la ladinità” è la palatalizzazione di a tonico; tale fonomeno, però, non è presente nelle varietà friulane, salvo in pochi punti della pedemontana nord-orientale, del bacino del fiume But e dell’alta Val Cellina. L’A. confronta i dati raccolti ad Artegna, Lovea e Imponzo, dove la quantità vocalica ha valore distintivo e la palatalizzazione di á si verifica in ‘posizione forte’, cioè quando le condizioni fonologiche portano ad allungamento della vocale tonica. La palatalizzazione (anteriorizzazione) di a si realizza, in definitiva, in sillaba tonica con la vocale fonologicamente lunga (/ˈaː/ > /ˈɛː/) nei seguenti casi: 1) in sillaba chiusa finale con coda monoconsonantica costituita da ostruente finale desonorizzata (/trɛːf/ ‘trave’); 2) in sillaba chiusa finale con coda monoconsonantica costituita da liquida finale etimologicamente scempia (/sɛːl/ ‘sa-le’); 3) in sillaba aperta finale, come desinenza degli infiniti di I coniugazione (/manˈɟɛː/ ‘mangiare’); 4) in sillaba aperta interna, se la a è seguìta da gruppo consonantico eterosillabico costituito da ostruente sonora (spesso caduta) + liquida (/ˈmɛːri/ ‘madre’). L’A. individua anche alcune differenze nella palatalizzazione tra le varietà di Lovea e di Artegna: ad es. l’esito del suffisso lat. -ārĭa /maˈnɛrje/ e /maˈnarje/ ‘mannaia’; in sillaba chiusa con liquida in coda /ˈɛrbul/ /ˈarbul/ ‘albero’, /ɛlt/ /alt/ ‘alto’ etc. L’A. rileva, infine, come la pronuncia /ɛː/ risulti attualmente in forte regresso. [F.V. RID 40].