FincoF2014

Autori
Finco, Franco
Titolo
Tracce di un sistema bicasuale tardolatino nelle varietà ladine e friulane. In: Piera Molinelli et alii (a cura di), Latin vulgaire - Latin tardif X. Actes du Xe colloque in-ternational sur le latin vulgaire et tardif
Ordinamento
tracce di un sistema bicasuale tardolatino nelle varieta ladine e friulane
Luogo
Bergamo
Editore
University Press
Data 1
2014
Memo
La riduzione del sistema nominale tardo latino fu un processo lento e graduale, avvenuto per tappe; la fase intermedia, a due casi, è documentata in antico francese e provenzale. I dati provenienti dalle varietà retoromanze dell’area dolomitica e del Friuli permettono di ricostruire un sistema bicasuale anche in queste zone. In tali parlate si è generalizzato il plurale sigmatico, frutto della conservazione di -s finale etimologica nelle desinenze dell’acc. plurale (-as, -os, -es). E’ presente, tuttavia, anche una seconda strategia, seppur minoritaria, di formazione del plurale, in cui l’opposizione singolare / plurale si manifesta mediante un’alternanza della consonante finale: a una consonante coronale nel singolare si oppone una consonante palatale nel plurale (frl. dut / duć ‘tutto/-i’, grant / granć ‘grande/-i’, an / añ ‘an-no/-i’, ćavàl / ćavài ‘cavallo/-i’ etc.). In questo plurale palatale si rileva l’effetto della presenza di una desinenza -i originaria (nom. plurale della II declinazione latina), poi caduta. Per l’area retoromanza è stata dunque ricostruita una declinazione bicasuale in epoca predocumentaria che renderebbe conto della compresenza dei due esiti: nom. pl. anni > añ, acc. pl. carros > ćars. Finora, però, non era stata notata l’estensione del plurale palatale anche a nomi appartenenti originariamente alla III declinazione latina, testimoniando l’estensione del sistema bicasuale nom. pl. -i / acc. pl. -Vs anche alle altre classi flessionali: ad es. in friulano *homĭni (per homĭnes) > ùmiñ ‘uomini’, *denti (per dentes) > dinć ‘denti’ (sg. dint), *parenti (per parentes) > parìnć ‘parenti’ (sg. parìnt) etc. Esistono poi casi in cui sono conservati i due esiti, uno lessicalizzato, l’altro cristallizzato nella toponomastica: per es. nom. pl. *cŏlli > kuèľ > kuèi (pl. di kuèl ‘colle’) e acc. pl. cŏlles > kuèls > kuàls (Quals top.). Questi dati lasciano intravedere un processo di ristrutturazione dell’intero sistema nominale, aggiungendo materiale di confronto nello studio del lento trapasso del sistema nominale tardo latino a quello romanzo. [F.V. RID 40].