FrauG1978b

Autori
Frau, Giovanni
Titolo
Società Filologica Friulana
Ordinamento
Società Filologica Friulana
Data 1
1978
Memo
"La Società Filologica Friulana "G.I. Ascoli", fondata a Gorizia il 23 novembre 1019, eretta in Einte Morale con R.D. 7 agosto 1936, ha sede in Udine, Essa promuove lo studio e diffonde la conoscenza e la coscienza dei problemi culturali del Friuli nel campo della filologia, della linguistica, della letteratura, delle arti e delle tradizioni popolari. La Società Filologica Friulana è apolitica". Così recita l'articolo 1 dell'ultimo Satuto della Società Filologica friulana, approvato dall'Assemblea annuale dei Soci il 14 marzo 1965 (D.P.R. del 19 ottobre 1965, n. 1475, in: Gazzetta Ufficiale 107, 13 gennaio 1966, n. 19). L'articolo non si discosta, nella sostanza, da quello del primo Statuto approvato nel 1919. quando, presso il Municipio di Gorizia, si radunarono i soci fondatori della benemerita istituzione: nessuno di loro, forse, a quei tempi, poteva pronosticare per la S.F.F. tanta vitalità e fortuna, quale poi in effetti ha avuto e quale continua ad avere. Fra gli altri erano presenti a quell'incontro il prof. Ugo Pellis (promotore dell'iniziativa, noto in seguito come raccoglitore unico dell'Atlante Linguistico Italiano), il prof. Bindo Chiurlo (docente nelle Università di Praga e di Torino), il prof. Carlo Battisti (l'illustre glottologo da poco scomparso, e allora direttore della Biblioteca di Stato di Gorizia), il prof. Ervinio Pocar (uno dei migliori traduttori italiani dal tedesco, ancor oggi vivente) e il prof. Francesco Musoni, geografo. Avevano dato la loro adesione anche il prof. Silverio Leicht dell'Università di. Modena, il prof. Carlo Salvioni dell'Università di Milano, il prof. Giorgio del Vecchio dell'Università di Bologna e Giulio Bertoni, allora professore nell'Università di Friburgo. Nel 1919, con la fine della prima guerra mondiale, il Friuli storico si ritrovava riunito per la prima volta (la parentesi asburgica dal 1797 al 1866 non può essere considerata significativa) dopo un lunghissimo periodo di separazione, dal tempo cioè della caduta del Patriarcato di Aquileia (anno 1420). Per secoli e secoli i suoi abitanti, a contatto diretto con popolazioni germaniche e slave, avevano saputo conservare la propria lingua, intesa come segno distintivo (e contrappositivo, rispetto ai vicini) della propria identità romanza. Quale senso poteva avere allora — proprio nel l'auspicato momento della unificazione della regione storica e della sua annessione all'Italia — la fondazione di un istituto quale la S.F.F., avente finalità di "difesa culturale"? Il pericolo del livellamento nazionale per le culture regionali dell'Italia (che appare oggi ormai irreversibile e la cui gravità è stata avvertita soltanto da qualche anno) fu il motivo principale che spinse all'azione i fondatori 'della Società Filologica Friulana. Nel discorso del Presidente Bindo Chiurlo, tenuto nella seduta costitutiva del 1919, si legge infatti: "Eppure questo momento, nel quale si compie il fato storico della nostra gente, e dovrebbe essere per essa il momento di tutte le certezze, è, forse, il più pericoloso della sua individualità etnica e linguistica: non soltanto perchè la lotta è miglior madre di energie della facile pace, ma perchè tale storico avvenimento coincide con l'uguaglianza di ogni individualità regionale di fronte al progresso livellatore. Oggi più che mai occorre, per ciò, l'opera amorosa ed attiva di tutti i friulani, perchè le loro caratteristiche storiche e la parlata con cui contesero sì energicamente il campo all'invasione teutonica e slava, non iscompaiano, e non iscompaia con esse quella che è stata la ragione della loro storia, ed è l'intima ragione d'ogni Regione fortemente individuata (in: Bollettino della Società Filologica Friulana G.I. Ascoli 1, 1920: 3).
Sono passati quasi sessant'anni dall'atto di fondazione, un lungo arco di tempo, durante il quale la Società Filologica Friulana non è venuta mai meno ai suoi compiti istituzionali, neanche nei momenti più difficili della recente storia italiana, soprattutto nell’'epoca fascista, quando (ai primi degli anni '30), analoghe associazioni regionali furono disciolte. Nel 1936 la S.F.F. sarà invece eretta in Ente Morale (in grazie dell'importanza nazionale dell'A.L.I., da essa voluto e finanziato), dietro interessamento del suo Presidente prof. Silverio Leicht, già Sottosegretario di Stato per la Pubblica Istruzione. In realtà il governo fascista risparmiò la Società Filologica Friulana soltanto per ragioni di convenienza politica: le stesse, cioè, che l'indussero a riunire, nel 1923, le province di Udine e Gorizia nell'unica provincia del Friuli. Alla pari della nuova grande provincia, la S.F.F. doveva diventare, in ambito culturale, un elemento catalizzatore nazionalistico, in grado di assorbire (friulanizzando dapprima e italianizzando poi) le minoranze germaniche e slave. Non risulta però che la S.F.F. si assoggettasse al gioco del fascismo: ne approfittò soltanto per garantirsi la soppravvivenza.
Sarebbe lunghissimo fare un bilancio, sia pure sommario, dei sessanta anni di vita della S.F.F., per cui ci accontentiamo di ricordare soltanto le sue attività ed opere principali. Innanzitutto va segnalata la grande impresa dell'Atlante Linguistico Italiano, che nacque in seno alla Filologica e che da essa fu finanziato (con contributi di vari enti nazionali), fino al momento della interruzione delle raccolte, dovuta alla guerra ed alla morte di Ugo Pellis. La collaborazione con l'Università di Torino — cui fin dall'inizio, tramite il prof. Matteo Bartoli, era stata affidata la responsabilità scientifica della realizzazione dell'ALI — è continuata (e continua) anche dopo che l'impresa fu riavviata da quell'Ateneo e finanziata dal C.N.R. Attualmente una copia di tutte le inchieste del Pellis è accuratamente custodita nell'Archivio della Società, a disposizione degli studiosi. Nel 1935 venne pubblicato il fondamentale Nuovo Pirona. Vocabolario friulano, di G.A. Pirona — E, Carletti — G.B. Corgnali, ancor oggi il più importante dizionario friulano, più volte ristampato in anastatica. Dal 1920 si stampa il Bollettino della S.F., divenuto Rivista della Società Filologica Friulana nel 1921 e poi periodico scientifico col nome di Ce fastu? dal 1925 (oggi con frequenza annuale), giunto ormai all'annata 53a. In esso hanno trovato ospitalità contributi dei maggiori filologi italiani e stranieri: citiamo appena i nomi di Giovanni Alessio, Matteo Bartoli, Carlo Battisti, Giulio Bertoni, Reto R. Bezzola, Gíno Bottiglioni, Giacomo Devoto, Mario Doria, Giuseppe Francescato, Corrado Grassi, Luigi Heilmann, Maria Iiiescu, Jacob Jud, Arthur Längfors, Clemente Merlo, Giovan Battista Pellegrini, Ugo Pellis, Carlo Tagliavini, Giuseppe Vidossi, ecc. Ai soci (che oggi raggiungono quasi le quattromila unità), oltre al Ce fastu? sono riservati altri due periodici: il trimestrale Sot la nape (dal 1949: in origine bollettino informativo, attualmente è diventato una rivista di cultura, senza però finalità scientifiche) e l'almanacco annuale Il strolic furlan (dal 1926).
Sono poi da ricordare í bei numeri unici, dedicati alle località, dove annualmente si tiene il congresso. Finora ne sono stati pubblicati circa una trentina. Accanto a questi si pongono gli Atti editi in occasione di importanti convegni di studio (anche a carattere internazionale), organizzati dalla Società. Fra tutti ricordiamo il "Congresso di linguistica e tradizioni popolari", tenutosi nel 1969, con la partecipazione dei più eminenti studiosi delle materie, italiani e non.
Nell'immediato dopoguerra la Società attraversò un grave periodo di crisi finanziaria, che non le impedì tuttavia mai di onorare i suoi impegni nei confronti dei soci. L'istituzione della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia nel 1963 e il riconoscimento da parte della stessa della S.F.F. quale ente di cultura di interesse regionale, ha sollevato in parte l'istituto dalle preoccupazioni di ordine economico. Attualmente il contributo ordinario della Regione ammonta a quarantatre milioni. Il bilancio del 1977 si è chiuso in pareggio su centocinquanta milioni, con un notevole incremento rispetto a solo due o tre anni fa (nel 1976 il bilancio consuntivo fu di sessantanove milioni circa, mentre il preventivo del 1978 prevede spese per quasi duecentoventi milioni). L'esame delle voci in bilancio può darci un'idea della intensissima mole di lavoro svolta dalla Società: concorsi per compiti in friulano fra i bambini della scuola dell'obbligo, concorsi per opere teatrali, dì narrativa e di poesia in friulano, corsi per insegnanti delle scuole elementari, regolarmente riconosciuti dal Ministero della Pubblica Istruzione, conferenze, pubblicazioni ordinarie e varie (con particolare riguardo a quelle per l'infanzia e per la scuola: i titoli delle opere attualmente disponibili nel catalogo delle edizioni della S.F.F. sono circa duecento), sistemazione della Biblioteca (oltre seimila volumi specializzati), allestimento di films sulle tradizioni popolari, manifestazioni popolari e culturali (folclore, musica e soprattutto teatro in friulano), raccolta organica dei toponimi della regione, compilazione di un corpus di racconti popolari, ecc. La recente riscoperta dei valori delle culture regionali ha portato in Italia ad un risveglio di iniziative, rivolte al loro recupero ed alla loro conservazione. Il Friuli si trova, a tal proposito, in posizione privilegiata, anche grazie all'opera ed alla esperienza sessantennale della Società Filologica, Ciò non significa tuttavia che la nostra istituzione possa percorrere ormai una strada sgombra da ostacoli o da incognite. Difficoltà di ogni ordine ne incontra e ne incontrerà: il primo, e forse più importante, ostacolo da superare è quello frapposto dalla apparente inconciliabilità tra tradizione ed innovazione, fra un modo di gestire l'istituto (che andava bene fino a qualche tempo fa) ed una formula nuova (instaurata da un paio d'anni), che cerchi di tener conto soprattutto delle esigenze emergenti dai giovani. Ed è proprio sui giovani che oggi la Società Filologica Friulana conta, per il proprio progresso e rafforzamento.
[La Società Filologica Friulana ha sede principale in Udine, via Manin,18 e sedi provinciali a Pordenone, Gorizia e Trieste. Sono organi della Società: a) l'Assemblea Generale, convocata ordinariamente una volta all'anno per esprimere il voto sulla relazione morale e finanziaria; b) il Consiglio Generale, composto di settanta membri eletti dall'Assemblea; c) il Comitato Direttivo, eletto dal Consiglio; d) il Presidente, eletto dal Consiglio; e) tre Vicepresidenti, rispettivamente per Udine, Gorizia e Pordenone; f) il Segretario; g) l'Economo Tesoriere: e), f), g) sono eletti dal Comitato Direttivo. Le cariche sono gratuite; la loro durata è di due anni]. [G.F. RID 2].