Il volume raccoglie il primo e il secondo fascicolo di canti popolari friulani pubblicati dal Leicht nel 1867; più precisamente, la prima e la seconda centuria nel primo fascicolo, la terza centuria nel secondo. Nel primo caso, si tratta in totale di duecento quartine di ottonari e settenari perlopiù a rima alternata (abab), delle quali non viene riportato il luogo d'origine, fatta eccezione per alcune strofe provenienti da Spilimbergo. L'autore non fornisce la traduzione in italiano e non aggiunge alcuna glossa di commento. In realtà, è la parte introduttiva a costituire il vero fulcro del testo, nella quale l'autore elabora un dettagliato saggio di storia della lingua friulana, confrontandola spesso con l'italiano e il francese, ma talvolta anche con lo spagnolo, il provenzale, l'istriano e il veneziano, e citando numerosi testi in marilenghe, sia popolari che d'autore. La stessa organizzazione testuale viene applicata alla terza centuria di canti popolari (secondo fascicolo): un dettagliato saggio introduttivo di carattere storico e linguistico precede i testi friulani veri e propri. Tuttavia, rispetto alle prime due centurie, stavolta Leicht inserisce anche una lista di nomi di paesi terminanti in -ago e -acco in Friuli, Veneto, Lombardia e Piemonte, il testo di alcune significative poesie in lingua friulana, a partire dalle prime testimonianze letterarie scritte fino all'epoca di Zorutti e la riproduzione di interessanti frammenti scritti friulani di carattere commerciale.
Per quanto concerne il friulano sonziaco nello specifico, alle pagg. 75-77 Leicht riporta tre componimenti del goriziano Giovanni Luigi Filli (Il ciant de l'Armentar, Buna sera e Il varda fuc), del quale si invita un approfondimento attraverso le relative schede bibliografiche (da FilliGL1847 a FilliGL1973).