Sono trattate circa 40 voci in prevalenza friulane.
L'Autore discute, con la ben nota competenza, sulla etimologia di un cospicuo numero di termini friulani e cioè dei nomi dei serpenti compresi nell'ASLEF (notevole inchiésine e simili, forse da *(L)ENTEGINE), di dispedȃ "Diramare", dissignistrȃ "Slogare, slussare", fàule "Bandita", folcitȃ "Premere", già "Voce dei bifolchi per sospingere i buoi", ìfli "Cumulo d'erba falciata" (a Collina), imprèst "Ordigno", lai "Mucido", lenz, lenzi, lenti "Colà", lucidôr "Atrio... delle chiesette di campagna" (a Reana), mìcul "Mingherlino", muzzìn "Taciturno", Niphisse (sante -), pilòt "Verrettone", reolz "Costa... sul fianco della porca", rudinàz "Calcinaccio", scuinti "imbrattare di sterco", soentri "Come", tomȃt "Amante". Si aggiungano le seguenti voci "alpine" (tutte del dialetto zoldano): ignèro "ancora", aulèra "raganella", despedegȃ "togliere una fatica a qualcuno", maonàn "le derrate dell'anno precedente", maonère "robe vecchie inservibili". [G.F. RID 12].