Per quanto riguarda il friulano
del Goriziano, le parti a) e b) sono le più interessanti. La prima sezione
esplora il termine gínya (NP ghigne 'muso,
ceffo'), studiandone l'etimologia e confrontando le sue varianti tra forme
romanze, ges! (NP 184 ghezz 'interiezione con la quale si scacciano i
gatti') e źvinyáśila. La
seconda parte illustra alcuni slavismi goriziani, alcuni dei quali erroneamente
ritenuti tedeschismi, come kébar (scusson in
friulano standard), che risale allo sloveno keber, a
sua volta derivante dal tedesco (der) Käfer, e klep (da hleb 'pane'), grápa ('immondiziaio',
nome d'un rione, ove una volta correva un fossato, dallo sloveno grapa 'fossa')
e śkérba 'vecchia
sdentata', presente anche nel dialetto triestino scherbo, dal tedesco (die) Scherbe,
derivante dallo sloveno škrba 'coccio'.