A partire dagli studi di G.B. Pellegrini, G. Frau, G. Francescato, G. Marchetti, K. Štrekelj e C. Vignoli, l'autore traccia un profilo delle voci slave nel friulano goriziano e dell'influsso della lingua slovena sulla sintassi sonziaca. Chiara emerge la necessità di distinguere tra le forme lessicali slave entrate a far parte del friulano di koiné (come gubana, comat, colaz, britula, ecc.) e le voci slovene tipiche del friulano del Goriziano. Infine, vengono presi in considerazione anche la toponomastica, l'uso letterario e il contesto extralinguistico dell'apporto linguistico sloveno.
Riprendendo un tema già trattato, M. Skubic esamina l'interessante tema, quale è la fisionomia dei prestiti sloveni nel friulano di Gorizia, nota area di confine e di incontro fra le due lingue. Bene informato sulla bibliografia recente, l'Autore arricchisce il quadro già noto con l'apporto di dati e di osservazioni, desunti dalle principali opere di lessicografia (specialmente dall'ASLEF), ma anche dalla più recente letteratura in friulano goriziano (tuttavia i due fenomeni sintattici, sull'uso del pronome relativo e sulla ripetizione della negazione, pp. 63-64, considerati ''inspiegabili dal friulano" e, perciò imputabili al "sistema sintattico sloveno", in realtà sono caratteristiche generali del friulano). [G.F. RID 17].