Nello specifico, per quanto riguarda la lingua e la letteratura del Goriziano, due contributi meritano particolare attenzione. Il primo,
Reliquie ladine nel territorio di Monfalcone, di Maurizio Puntin (pp. 75-111), tratta le testimonianze dell'uso del friulano in territorio
bisiaco fino al Seicento, analizzando toponimi (soprattutto microtoponimi), antroponimi e brevi testimonianze scritte (per lo più atti notarili e testamentari). La parte conclusiva dell'articolo propone alcune avvincenti riflessioni linguistiche. Innanzitutto, l'autore discute le ipotesi etimologiche relative al toponimo
Bisiacaria e del cognome
Bisiach, di sicura derivazione slava, probabilmente usato in passato per indicare gli immigrati (forse istriani, forse valacchi) che cercavano rifugio dalle invasioni turche nel XV e XVI secolo; una possibile traduzione dell'etnico
Bisiachi, è, infatti 'profughi'. In secondo luogo, Puntin dedica ampio spazio all'individuazione di toponimi slavi nel territorio monfalconese e degli onomastici di origine veneta, presenti a partire dal XVI - XVII secolo. Infine, l'autore propone, anche se in modo appena accennato, il ripensamento della mappa dialettologica romanza del Friuli sud-orientale e dell'Istria settentrionale, inserendo il Monfalconese all'interno di un'area linguistica, oggi scomparsa, formata da tergestino, muglisano, goriziano, piranese e antico capodistriano, intendendo il fiume Isonzo come linea di demarcazione fra varietà ladine parlate fino in Istria.
Il secondo contributo che merita attenzione, Storiis e ricuarts di una fruta di Sdraussina: Liliana Franzot, è di carattere completamente diverso. Si tratta, infatti, della raccolta dei ricordi e della trascrizione dei dialoghi che l'autrice, Barbara Zanelli, ha intrattenuto con una conoscente della località di Sdraussina, presso Sagrado. La particolarità della zona è, infatti, quella di essere di lingua friulana in territorio bisiaco. Il contributo è scritto interamente nella lingua friulana ascoltata dalla signora Franzot, tenendo conto delle regole ortografiche vigenti, ma discostandosi senza timore dal friulano di koinè. Si tratta di spezzoni di vita quotidiana, di ricordi familiari, della descrizione dei giochi di un tempo, delle tradizioni e degli anni della seconda guerra mondiale. Nel paragrafo conclusivo, l'autrice regala alcune interessanti Osservazions sul dialet di Sdraussina, elencando in modo schematico le particolarità morfologiche e lessicali dell'idioma in questione.
Storicamente parte del Patriarcato di Aquileia, il Territorio di Monfalcone — parte sud-orientale della provincia di Gorizia — è caratterizzato dalla presenza di un particolare dialetto, il bisiaco, che presenta caratteri di transizione, in varia misura, tra friulano sonziaco e veneziano coloniale dell'alto Adriatico. Per la linguistica e la toponomastica si segnalano: Maurizio Puntin, Reliquie ladine nel territorio di Monfalcone (pp. 75-111); Ivan Crico, «Ella può conoscere che riguardo alla lingua sono fuori del Friuli». Su Leonardo Brumati e le prime testimonianze intorno alla «lingua bisiacha» (pp. 315-330). [F.V. RID 40].