L’autrice affronta la fondamentale questione di fonologia friulana relativa alla formazione di una doppia serie di vocali toniche in friulano, lunghe e brevi.
L'Autrice si sofferma su un importante tratto caratterizzante il friulano, vale a dire l'opposizione fonologica tra vocali lunghe e vocali brevi. In particolare riesamina il processo "fonetico" generale (cioè indipendente dal sistema del friulano) che ne é alla base. Pur accettando la soluzione già suggerita nel 1966 da G. Francescato (nella Dialettologia friulana), la Vanellì propone un' inversione cronologica delle regole che starebbero a fondamento del fenomeno (fasi prospettate dalla spiegazione tradizionale: 1. caduta delle vocali atone finali, 2. lenizione delle consonanti intervocaliche, 3. desonorizzazione delle sonore. Ipotesi dell'A., sulla base di osservazioni pertinenti: 1. lenizione delle consonanti intervocaliche, 2. caduta delle vocali atone finali, 3. desonorizzazione delle sonore finali). [G.F. RID 8].