VanelliL2006

Autori
Vanelli, Laura
Titolo
Rileggere trent’anni dopo Storia, lingua e società in Friuli di Giuseppe Francescato e Fulvio Salimbeni. Ce fastu? 82
Ordinamento
Rileggere trent’anni dopo Storia, lingua e società in Friuli di Giuseppe Francescato e Fulvio Salimbeni
Data 1
2006
Memo
L'opera Storia, lingua e società in Friuli di Giuseppe Francescato e Fulvio Salimbeni, pubblicata una prima volta neil 1976, si può considerare con buone ragioni una pietra miliare per la nostra disciplina, un esempio davvero molto ben riuscito, come sostiene anche l'A. del contributo di “storia sociale della lingua / delle lingue del Friuli” e di "storia linguistica e culturale della società friulana”. Una recente ristampa del volume consente di riprendere e ripensare alcuni dei temi forti affrontati, al tempo, e di mettere alla prova i risultati di quelle ricerche alla luce dei progressi compiuti nell'ultimo trentennio. Molto giusto, a questo proposito, ci pare mettere a fuoco proprio il cruciale periodo della storia friulana tra l'arrivo dei Longobardi alla metà del VI secolo e la dedizione a Venezia nel 1420, periodo nel quale si consolidano i particolari tratti, conservativi e innovativi, che caratterizzano la lingua nel più ampio quadro della Cisalpina e, in generale, della Romània. Tra questi viene discusso, con ampiezza, il problema della palatalizzazione delle velari latine seguite da a-, che dà come esito un'occlusiva palatale, nelle varietà friulane più conservative,  o un'affricata, sempre palatale, in quelle più innovative. Si tratta di un fenomeno di notevole rilievo tipologico, che si lega non solo all'analoga palatalizzazione del francese, ma che risulta centrale anche nella valutazione della dibattuta "questione ladina". Questo sviluppo — o, meglio, il consolidamento di questo sviluppo, che regredisce in altre regioni settentrionali dove più forte è la pressione dei modelli toscani - si ha tra XII e XIV secolo, secondo Francescato, epoca nella quale il Friuli feudale, sotto i Patriarchi di Aquileia, costituisce un corpo separato rispetto alle terre italiane; un'epoca, ancora, che non presenta opposizione tra modelli rustici e modelli urbani, per il volgare, e che consente, anche per tale motivo, il mantenimento di questo importante tratto distintivo. La soluzione sociolinguistica del problema, anticipata da Francescato nel 1976, è stata confermata dagli studi successivi, pur con una retrodatazione del fenomeno tra X e XI secolo, studi che hanno visto la raccolta di ulteriori importanti dati relativi alla toponomastica dell'area alpina e ai contatti con le lingue delle regioni contermini, il tedesco e lo sloveno. [F.V. RID 40].