Collana "Materiali Linguistici" n. 20.
La monografia inquadra teoricamente il fenomeno dei “verbi analitici” in friulano e in altre lingue europee; si tratta, in particolare, della definizione dei verbi a struttura binaria formati da una base verbale e da un modificatore avverbiale di tipo direzionale. La questione è affrontata ponendo al centro il friulano, lingua nella quale tale strategia composizionale risulta particolarmente vivace, ma si propongono altresì confronti con altre lingue neolatine ed europee. Seguendo la genesi e il consolidamento di queste locuzioni in diacronia, con una rassegna di forme registrate a partire dalla prime scritture in volgare, si riflette sulla frequenza e la distribuzione delle basi e dei modificatori, suggerendo una relazione che tale distribuzione può avere con la generale organizzazione degli spazi cognitivi: ciò risulta chiaro soprattutto valutando il comportamento di coppie di avverbi antonimi, dove si ha una netta prevalenza di sù ‘su’ rispetto a jù ‘giù’, di fûr ‘fuori’ rispetto a dentri ‘dentro’, di vie ‘via’ rispetto a dongje ‘vicino’ – gli avverbi più frequenti (sù e fûr) vanno ad assumere valori modali, per altro, attribuendo al verbo una marca perfettiva. Un’ampia rassegna tipologica della modificazione verbale con prefissi, preverbi e avverbi nelle lingue europee chiude l’opera. In appendice è raccolto, infine, un cospicuo repertorio dei verbi analitici friulani. [Paolo Roseano RID 40].