Per i tipi dell’Editrice universitaria udinese Forum è uscito, nello scorso mese di giugno 2006, il primo volume del Nuovo Liruti. Dizionario biografico dei friulani, a cura di Cesare Scalon, volume che si compone di due tomi per complessive 936 pagine. Ben noto a quanti si occupano di studi friulani è Gian Giuseppe Liruti (1689-1780), storico ed erudito di Tarcento, che lega il suo nome alla compilazione delle fondamentali Notizie delle vite ed opere scritte da’ letterati del Friuli, repertorio cui generazioni di ricercatori hanno attinto indispensabili informazioni per i loro lavori (il primo e il secondo volume delle Notizie del Liruti escono a Venezia nel 1760 e nel 1762, il terzo e il quarto, postumi, a Udine nel 1781 e ancora a Venezia nel 1830). Nel panorama degli studi sugli uomini che hanno illustrato il Friuli con il loro valore e ingegno non mancano certo i lavori che presentano le biografie dei personaggi insigni della nostra regione – basterebbe citare, a titolo di esempio, il sempre prezioso Il Friuli. Uomini e tempi di Giuseppe Marchetti (I ed. 1952) o anche il più recente Dizionario biografico friulano di Gianni Nazzi (I ed. 1992) – tuttavia le Notizie hanno in ogni caso conservato, per ampiezza, profondità e accuratezza della documentazione, un riconosciuto primato sulla materia.
Confrontarsi con questo autentico monumento degli studi sul Friuli, proponendosi di rivedere criticamente, ampliare e aggiornare la raccolta del Liruti, e quindi candidandosi a punto di riferimento essenziale per gli studi friulani dei prossimi decenni, è apparso da subito compito molto impegnativo e ambizioso, per i promotori dell’impresa. Il progetto ha preso corpo, di fatto, alcuni anni fa per iniziativa di Cesare Scalon, di Claudio Griggio e di altri studiosi attivi soprattutto nell’ambito dell’Università di Udine, che si sono posti l’obiettivo di redigere un nuovo Onomasticon dei friulani illustri a partire dalle origini sino ai giorni nostri. La scelta di richiamare nel titolo il nome dell’erudito friulano del Settecento manifesta in modo esplicito la volontà dei curatori di conservare la filosofia e la prospettiva che ispirò quella storica raccolta, un lavoro fondato sull’accurato esame delle fonti e della bibliografia, aperto all’illustrazione di personalità operanti nei diversi campi della scienza, delle arti e delle lettere; si tratta quindi di un lavoro, come già quello del Liruti, che si propone di assegnare al Friuli e alla sua cultura il posto che spetta loro, un posto non secondario o periferico in un quadro di riferimento e in una prospettiva compiutamente europei.
Il piano dell’opera prevede, in particolare, tre volumi. Il primo volume, che qui si segnala, è dedicato al Friuli dalle origini al 1420, l’anno della dedizione dello stato patriarcale alla repubblica di Venezia. Il secondo volume, già in avanzata fase di redazione, presenterà le biografie dei friulani illustri fino alla caduta della Serenissima, sancita dal trattato di Campoformido del 1797. Il terzo volume si occuperà dell’Ottocento e del Novecento friulano, fino all’età contemporanea. Il primo volume si apre con la Presentazione di Cesare Scalon e di Claudio Griggio, pp. 7-13, che dichiarano i motivi che hanno ispirato il progetto, i criteri che hanno guidato le scelte redazionali, i debiti nei confronti dei collaboratori e degli enti sostenitori dell’impresa. Alla Presentazione seguono l’Indice delle voci del volume, cioè l’elenco alfabetico degli oltre trecento personaggi presentati in questa prima parte del dizionario, pp. 15-23, le Sigle utilizzate dai redattori, p. 24, e una ricca lista di Abbreviazioni, pp. 25-33. Un’impegnativa Introduzione di Cesare Scalon, curatore di questo primo volume, pp. 37-89, affronta con sicurezza, chiarezza e ricchezza di riferimenti alcune questioni fondamentali e preliminari rispetto alla scelta stessa dei personaggi da trattare nel repertorio; la prima di queste questioni, ancora dibattuta, ma sulla quale si può leggere qui un’autorevole e condivisibile posizione, è la delimitazione territoriale della regione friulana. Con un interessante excursus storico e culturale si prendono in esame il concetto stesso di Friuli e la sua estensione geografica, a partire proprio dall’affermazione, nell’uso, dell’aggettivo foroiulianum o foroiuliense, ad indicare non soltanto quanto poteva riguardare in particolare la città di Cividale – la Forum Iulii dei romani, appunto – ma anche la sua stessa provincia, erede dalla X Regio augustea Venetia et Histria. Un bel compendio di storia friulana, quindi, descrive il consolidamento di questa nuova entità politica e culturale, muovendo dal rafforzamento del potere dei Longobardi, da una parte, e della Chiesa aquileiese, dall’altra, per passare a raccontare poi, con efficace sintesi, i travagliati secoli del lungo medioevo della nostra terra.
Nel primo volume sono raccolte, come si diceva, le biografie di oltre trecento personaggi che hanno vissuto e operato in Friuli fino alla caduta dello stato patriarcale. La struttura delle voci comprende l’indicazione del nome e del titolo della singola persona – ad esempio “Bartolomeo da Concordia, notaio, magister scholarum”, pp. 148-149 – le notizie riguardanti la sua vita e la sua attività, i riferimenti alla documentazione e alla bibliografia consultata. Si possono notare notevoli differenze di ampiezza nella redazione delle voci, come naturale, dove in alcuni casi è possibile ricordare, per un certo numero di notai, maestri di scuola, cantori, medici o abati, il solo nome e alcune scarne indicazioni sul luogo e gli anni nei quali hanno operato; altre voci sono, al contrario, molto ampie e dettagliate, trattando di patriarchi, nobili e uomini che hanno segnato in misura più profonda la loro epoca.
La redazione delle singole voci è affidata ad una quarantina di collaboratori italiani e stranieri, esempio non comune di corale e qualificata partecipazione al buon esito di un progetto di tale prospettiva e impegno. Il Comitato scientifico, con Cesare Scalon e Claudio Griggio, comprende alcuni tra i migliori specialisti di storia e di cultura friulana. Ne fanno parte Giuseppe Bergamini (Udine), Paolo Cammarosano (Trieste), Antonio Carlini (Pisa), Giulio Catin (Padova), Giovanni Frau (Udine), Caterina Furlan (Udine), Gilberto Ganzer (Pordenone), Paolo Goi (Pordenone), Gianpaolo Gri (Udine), Stefania Mason (Udine), Rienzo Pellegrini (Trieste), Manlio Pastore Stocchi (Padova), Ugo Rozzo (Udine) e Sergio Tavano (Gorizia), oltre ai compianti Maurizio Mamiani (Ferrara) e Vittorio Peri (Roma), recentemente scomparsi. La segreteria del Comitato scientifico è affidata a Vittoria Masutti, il Coordinamento editoriale ancora a Vittoria Masutti e a Egidio Screm; fanno parte della Redazione Gabriella Bucco, Enrica Capitanio, Franco Colussi, Paolo Goi, Arianna Grossi, Luca Nazzi e Francesca Tamburlini, con il coordinamento di Alessandro Pesaro. L’opera è stata promossa dall’Università di Udine e dalla Deputazione di Storia Patria per il Friuli, con il sostegno della Regione Friuli-Venezia Giulia, delle tre province di Gorizia, Pordenone e Udine, della Fondazione Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone, della Camera di Commercio di Udine e il patrocinio dell’Accademia di Scienze Lettere e Arti di Udine e dell’Istituto “Pio Paschini” di Udine.
La veste grafica dei due tomi del volume è veramente elegante e preziosa e ottima è anche la leggibilità del testo. In copertina troviamo la riproduzione di un particolare dell’arca del patriarca Bertrando, ma decisamente ricco è tutto l’apparato iconografico che, curato da Giuseppe Bergamini, Vittoria Masutti, Cesare Scalon ed Egidio Screm, costituisce un ulteriore elemento di forza dell’opera; il lavoro dell’Editrice Forum, solida realtà dell’editoria friulana, si conferma di alto livello.
La pubblicazione di volumi e saggi sul Friuli ha assunto, soprattutto negli ultimi anni e a motivo della presenza di un’istituzione fondamentale per la promozione della cultura com’è l’Università, dimensioni di assoluto rilievo. Talvolta non è facile individuare, in assenza di affidabili strumenti di valutazione e di riscontro sulla materia, quanto di veramente buono e utile al progresso degli studi si possa trovare in questa produzione e quanto di superfluo, o addirittura di dannoso, vi sia in essa – indispensabile, più che auspicabile, sarebbe l’avvio della redazione di una Bibliografia friulana, con la pubblicazione di un Bollettino bibliografico fornito delle opportune segnalazioni e recensioni curate da specialisti. L’opera che qui si segnala, il Nuovo Liruti, si stacca però nettamente dalla media di quanto pubblicato in e sul Friuli, andando ad occupare, senza dubbio, una posizione di assoluta eccellenza nel panorama degli studi sulla nostra terra. In quanto Dizionario, e quindi strumento di consultazione e di lavoro, sarebbe necessaria una sua lunga frequentazione, per poter essere valutato in modo più compiuto, tuttavia non può sfuggire ad alcuno il valore di un’opera che si candida a diventare, una volta ultimata, una vera pietra miliare per gli studi sul Friuli e sugli uomini che lo hanno onorato. I meriti degli ideatori e dei collaboratori del progetto sono indiscutibili, a questo proposito, ma assai significativa per il successo di questa impresa, lo abbiamo già ricordato, è anche la partecipazione a fianco dell’Università di una pluralità di enti sostenitori e patrocinatori; tra tutti questi enti una menzione particolare merita la Deputazione di Storia Patria per il Friuli, che è chiamata, come altre qualificate istituzioni regionali, a dare concreti contenuti e indirizzi all’azione dell’Università nella sua opera di progresso e di rinnovamento delle discipline legate alla valorizzazione del nostro territorio. L’Università che si impegna per la crescita del Friuli, nei vari aspetti della sua storia, cultura, economia, ambiente, è l’Università di cui il Friuli ha bisogno, e sono opere come il Nuovo Liruti a costituire tangibile dimostrazione di quanto possa essere proficua la collaborazione tra le migliori realtà e le migliori forze della regione.