Atlante Storico Linguistico Etnografico Friulano
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VicarioF2010
Autori
Vicario, Federico (a cura di)
Titolo
Il liceo classico ‘Jacopo Stellini’. Duecento anni nel cuore del Friuli
Ordinamento
liceo classico ‘Jacopo Stellini’. Duecento anni nel cuore del Friuli
Luogo
Udine
Editore
Forum
Data 1
2010
Memo
L’Associazione ‘Gli Stelliniani’, che raccoglie ex docenti ed ex allievi del liceo classico di Udine, ha promosso, in occasione del bicentenario della statizzazione della scuola – avvenuta nel 1808 ad opera di Napoleone – la pubblicazione di un volume che ne raccontasse la storia e ne ricordasse le figure che l’hanno resa punto di riferimento per la cultura e per l’istruzione superiore della nostra regione. Questo volume, curato da Federico Vicario e uscito per i tipi della Forum editrice universitaria di Udine, ricostruisce pertanto il contesto storico e culturale del Friuli dell’Otto e del Novecento, presenta sedi e strutture del liceo – archivio, biblioteca, palestra –, racconta le vicende e le memorie di quanti hanno vissuto la scuola dall’interno, come docenti e come discenti. Nelle 670 pagine della pubblicazione, di ampio formato, non mancano gli elenchi dei diplomati, più di 8.500 dal 1919, e dei professori; il volume, curato per la parte grafica dallo studio CDM di Udine, è corredato da un ricco apparato iconografico. Il progetto iniziale del volume, presentato una prima volta al Consiglio direttivo degli Stelliniani nel 2006, è stato più volte discusso, modificato e integrato, ricevendo il sostegno, anche economico, di alcuni tra gli enti più importanti del nostro territorio –
la Regione
autonoma,
la Provincia
di Udine,
la Fondazione
CRUP.
Il lavoro di ricerca ha impegnato a lungo i collaboratori nel reperimento delle fonti e dei riferimenti indispensabili alla stesura dei singoli articoli, come anche nella composizione e nella correzione degli elaborati. Il volume si articola, comunque, in più sezioni. La prima di queste,
La storia
(pp. 25-115), racconta le vicende della scuola nei travagliati decenni dell’Ottocento, con i documentati saggi di Stefano Perini e di Bruno Londero, e della prima metà del Novecento, con quelli di Enrico Folisi e di Gaetano Cola. Di prospettiva diversa, ad integrare e arricchire i contributi precedenti, leggiamo poi una storia “tra immagini e memorie” di Francesca Venuto, che cala la realtà della scuola, dalla sua edificazione, nel contesto urbano della città di Udine. La seconda sezione del volume,
L’istituzione
(pp.119-219), raccoglie alcuni contributi relativi ai patrimoni archivistici e librari posseduti dalla scuola, agli edifici che hanno ospitato il Liceo e infine a Jacopo Stellini, il filosofo friulano del Settecento che ha dato il nome all’istituto. Il primo articolo, di Paolo Pastres, affronta il tema della presenza dei Barnabiti a Udine, che ressero le sorti della scuola, al tempo privata, fino al 1808. Abbiamo quindi due bei contributi, di Luisa Villotta e di Francesca Noacco, che si occupano rispettivamente dei fondi archivistici, recentemente riordinati, e delle collezioni librarie di proprietà del Liceo. Si tratta, complessivamente, di materiali di notevole pregio, oltre che cospicui, materiali che possono senza dubbio offrire feconde occasioni per future ricerche; la biblioteca, proprio per la presenza di fondi antichi di assoluto interesse, si configura come una vera e propria “biblioteca di conservazione”, oltre che di consultazione, meritevole quindi di interventi di valorizzazione – non ultimo l’ingresso nella rete bibliotecaria cittadina – e di sistematico studio. L’articolo che segue, di Liliana Cargnelutti, propone una rassegna degli annuari storici della scuola, pubblicazioni che raccoglievano saggi e contributi scientifici dei docenti della scuola e fornivano una sorta di bollettino dell’attività e della vita dell’istituto. Alla descrizione degli ambienti fisici dello Stellini, le sue sedi, si interessano Stefano Perini, ancora, e Massimo Bortolotti, mentre un bel percorso attraverso il quartiere cittadino nel quale la scuola è inserita, l’antico Borgo di Pracchiuso, è offerto da Gina Misdaris. Alla figura e all’opera di Jacopo Stellini, studioso friulano di un certo rilievo, oggi forse noto più per aver dato il nome alla nostra scuola, che per la sua produzione filosofica, sono dedicati, giustamente, due interventi di Stefano Perini e di Matteo Venier. Alla specifica attività dello Stellini come istituto scolastico, aperto alle sperimentazioni e attento alla qualità dell’offerta formativa, laboratorio di esperienze che vanno anche al di là dei programmi educativi, è dedicata la sezione
La scuola di oggi
(223-385). Una serie di quattro articoli, di Pasquale D’Avolio, di Olga Maieron, di Tiziano Sguazzero e di Giovanni Gardenal, offrono riflessioni a proposito delle riforme, delle innovazioni e delle proposte didattiche sviluppate, negli ultimi anni, all’interno della scuola. Dopo le considerazioni svolte da Andrea Romano sul concetto di classico, tema d’obbligo, si potrebbe dire, per chi abbia vissuto il nostro istituto, troviamo il doveroso omaggio ad una disciplina, l’educazione fisica, cui generalmente ci si dedicava, in passato, con impegno non pari alla sua importanza. L’occasione di occuparsi di questa disciplina, che concorre a pieno titolo, come ben sapevano i latini, alla salute del corpo e quindi dello spirito, è colta da Chiara Tonutti, che ricorda tra l’altro la recente inaugurazione della palestra, da molti anni attesa e ora finalmente a piena disposizione di tutti. Le attività che si svolgono all’interno della scuola sono solo una parte, come dicevo, delle occasioni che la scuola effettivamente offre per la formazione e per la maturazione degli allievi. Sempre più importanti, per tutta una serie di motivi, sono gli scambi e i contatti con comunità e culture diverse dalla nostra, come testimonia Chiara Fragiacomo, e da sempre molto seguiti e apprezzati sono anche i laboratori teatrali, che culminano con la partecipazione al Palio studentesco cittadino e con l’allestimento di impegnativi spettacoli, anche fuori regione. Di vari aspetti dell’attività teatrale legata alla scuola, ma anche degli attori che hanno poi proseguito con successo questa carriera, si occupano, con ampiezza di dati e di documentazione, una serie di articoli di Betuel Arci Biffoni, di Elettra Patti e del compianto Leonardo Miani. Anche la musica ha il suo giusto rilievo allo Stellini, come ci informa Andrea Nunziata, musica praticata grazie alla preziosa attività del coro, che accompagna, per tradizione, anche le funzioni religiose del Natale e della Pasqua nella vicina chiesa della Grazie, e del gruppo orchestrale della scuola. Chiudono questa ampia sezione due articoli che parlano, si potrebbe dire, dello “Stellini dopo lo Stellini”, quindi dell’associazione degli Stelliniani. L’associazione, fondata nel 1995, è presentata da Elettra Patti, attuale presidente, instancabile organizzatrice e animatrice di tante lodevoli iniziative, mentre il periodico dell’associazione,
La voce
, è illustrato dal suo direttore, Andrea Purinan. La sezione
Uomini e vicende
(pp. 389-527) propone una rassegna di alcuni tra i personaggi – docenti, presidi, ex allievi – che hanno contribuito a illustrare il nome del Liceo o che sono restati, comunque, nella memoria di chi l’ha vissuto. Portano il loro contributo, in questa sezione, Bianca Agarinis Magrini, Francesca Tamburlini, Bruno Lucci, Biancarosa Chiarandini, Chiara Fragiacomo, Stefano Perini, Andrea Romano, Andrea Purinan, Ignazia Marilena Grasso, Lucio Costantini, Alessio Persic, Giacomo Patti, Ermenegildo Minisini, Daniela Cattarino, Stefano Barazza, Davide Vicedomini, Isabella Baccetti Londero, Maria Mittiga, Luigi Collarile e, ancora, Elettra Patti. L’ultima sezione del volume,
I ricordi
(531-600), completa la prospettiva personale e privata della vita dello Stellini. Queste memorie, alcune davvero appassionanti, su periodi difficili come quelli della guerra o della contestazione studentesca, sono state offerte da Luigi Raimondi Cominesi, Francesco Locatelli, Teresa Scrosoppi, Massimo Mizzau, Antonio Mansi, Dino Della Bianca, Ignazia Marilena Grasso, Antonietta Locatelli, Licio Damiani, Tomaso Di Girolamo, Lucio Costantini, Andrea Valcic, Alessio Persic, Marco Maria Tosolini, Francesca Venuto, Alberto Bevilacqua, Antonia Pillosio, Francesca Feruglio, Nicola Galluà, Giovanni Lesa, Andrea Purinan, Michele Ferrari, Gianmatteo Pellizzari, Giulia Perucchi e Giulia Cattarinussi. Chiudono il volume l’elenco completo dei maturati (pp. 601-656) e l’elenco dei docenti della scuola (657-668), divisi per classi di concorso.