Atlante Storico Linguistico Etnografico Friulano
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VicarioF2016
Autori
Vicario, Federico
Titolo
Appunti di lessico da carte tricesimane del Quattrocento
. In: di Brazzà, Fabiana et alii (a cura di),
Le carte e i discepoli. Studi in onore di Claudio Griggio
Ordinamento
Appunti di lessico da carte tricesimane del Quattrocento
Luogo
Udine
Editore
Forum
Data 1
2016
Memo
L’A. propone alcune osservazioni sul lessico friulano antico a partire dall’esame di un cospicuo
corpus
di documenti quattrocenteschi di Tricesimo, località ad una decina di chilometri da Udine; si tratta, in particolare, di una raccolta di registri appartenenti alla locale Pieve, registri fatti oggetto di un precedente programma di pubblicazione [→ RID Friuli 1000]. Molto vario, per argomento e frequenza, è il lessico che possiamo leggere in questi documenti. Tra le voci patrimoniali più caratteristiche e rare abbiamo ad esempio
assendi
‘salire, ascendere’, attestato qui per la prima volta,
corian
‘cuoio’,
çumelis
‘giumelle’,
draç
‘staccio, crivello’,
stuva
‘camera, stanza riscaldata’, nonché alcuni germanesimi antichi come
bleon
‘lenzuolo’,
brut
‘nuora’,
cramar
‘venditore ambulante’,
licof
‘merenda, rinfresco’ e
rosta
‘diga’. Numerose sono poi le voci legate alla cultura materiale, al mondo dei mestieri o all’agricoltura, come
camarlin
‘armadio a muro’,
cantons
‘angolari’,
carmat
‘ponte mobile’,
clostri
‘chiavistello’,
conçum
‘scarto della lavorazione’,
culumielg
‘puntelli’,
luganie
‘salsiccia’,
modeglons
‘modiglioni, bracci di ferro’,
muldure
‘molenda’,
puntirulg
‘punteruoli’,
siare
‘sega’,
stirnum
‘sternitura, strame’,
tracluç
‘cassetti, scompartimenti di mobili’ o i verbi
amurà
‘murare’,
inbochià
‘rinfazzare, riempire con malta’ e
iustiçà
‘aggiustare la misura, regolare’,
spiçà
‘aguzzare, fare la punta’. Alcune voci riguardano, ancora, l’alimentazione, come
çafaran
‘zafferano’,
gustà
‘desinare, pranzo’,
hùs
‘uova’,
myl
‘miele’,
pire
‘farro piccolo’,
pirnys
‘starna’,
salsarulg
‘salsiere’,
sanaf
‘senape’,
schif
‘schiffo, misura frumentaria’, ma anche in particolare il mulino e le sue parti, come per esempio
suegla
‘fondo della macina’,
tof
‘tubo, canale di scolo (dell’acqua)’ o
torte
‘lubecchio’. Vari sono anche gli elementi di lessico religioso, per l’indicazione di officianti, funzioni sacre e oggetti di culto, tra i quali registriamo
anual
‘suffragio per l’anniversario dalla morte’,
setal
‘suffragio per il settimo giorno dalla morte’,
propision
‘processione’ e
sagrament
‘sacramento, consacrazione’, nonché verbi come
asegrà
‘consacrare’,
inholeià
‘dare l’olio santo’,
pridichià
‘predicare’. [
K.B.
RID 42].