Con questo volume, Hans Kitzmüller traduce in itlaliano e pubblica per la prima volta i dattiloscritti inediti del goriziano Anton von Mailly (Gorizia 1874- Vienna 1950), dapprima impiegato presso la dogana di Trieste, in seguito funzionario del Ministero regio-imperiale del commercio e, infine, direttore della contabilità a Vienna. Nato da padre austro-friulano con antiche ascendenze francesi e da madre slovena, von Mailly coltivò la vena letteraria come passatempo, mantenendo un costante legame con la sua città natale, Gorizia, anche negli scritti. Benchè egli scrivesse solo in lingua tedesca, la lingua dei suoi studi, delle sue letture e della sua professione, von Malilly parlava il friulano sonziaco in famiglia e il francese e l'italiano per cultura personale. Nonostante non si conservi traccia di scritti in friulano, non va comunque sottovalutata l'importanza che la lingua friulana ricopriva per l'autore (come sottolinea più volte il traduttore e curatore Hans Kitzmüller nel capitolo conclusivo, Scoprire il mondo a Gorizia, pp. 107-120), il quale venne, per ragioni non esclusivamente professionali, presentato all'estroso duca di Baviera Ludwig Salvator, conoscitore e grande estimatore della lingua friulana, con cui entrò in contatto durante un soggiorno di quest'ultimo a Trieste. Ricordi goriziani invita il lettore ad accompagnare la voce narrante attraverso i luoghi di Gorizia cari all'autore, ciascuno legato a volti familiari, a voci amiche, a luoghi caratteristici. Al di là della qualità letteraria e del testo, esso interessa gli studiosi di lingua e cultura friulane in quanto offre uno spaccato ricco e autentico dei modi concreti di intersezione e di condivisione di uno stesso spazio territoriale da parte di comunità linguistiche diverse.