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Aquileia (Acuilee in friulano) è un comune storico della Bassa friulana, situato lungo il fiume Natissa e a pochi chilometri dalla laguna di Grado. Fondata nel 181 a.C. come colonia romana, fu una delle più importanti città dell’Impero, nodo strategico per commerci, traffici fluviali e difesa del confine nord-orientale. Raggiunse l’apice nel IV secolo, prima delle invasioni barbariche che ne segnarono il declino. L’area urbana attuale si sviluppa sul tracciato della città antica, con presenze monumentali di assoluto rilievo archeologico.
Cuore spirituale del Friuli e uno dei primi centri del cristianesimo in Italia settentrionale, Aquileia fu sede di un patriarcato che estese la propria influenza religiosa su vasti territori alpini e adriatici. La Basilica di Santa Maria Assunta, con i suoi celebri mosaici pavimentali paleocristiani (IV sec.), è oggi patrimonio UNESCO e simbolo della memoria religiosa e artistica del luogo. L’intero centro è attraversato da siti archeologici: foro, porto fluviale, vie lastricate, necropoli e case romane.
Dal punto di vista linguistico, Aquileia si trova in zona friulanofona meridionale, anche se l’italiano è la lingua predominante. Il friulano vi è ancora presente in ambito familiare e nelle tradizioni locali. La cultura aquileiese conserva un forte senso di appartenenza storica, rievocato in manifestazioni come Tempora in Aquileia, festival che celebra la romanità con rievocazioni storiche e laboratori didattici.
Il toponimo "Aquileia" ha probabili origini celtiche, forse legate alla radice ak- (acqua), in riferimento alla presenza di risorgive e canali. Oggi il comune è un centro a forte vocazione culturale e turistica, crocevia tra archeologia, spiritualità e identità friulana, con un tessuto urbano che unisce ruralità, memoria imperiale e paesaggio lagunare.
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