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Barcis è un comune montano della Valcellina, in provincia di Pordenone, situato a circa 400 metri di altitudine e con una popolazione di circa 250 abitanti. Il paese si affaccia sul lago artificiale omonimo, creato nel 1954 con uno sbarramento del torrente Cellina a fini idroelettrici. Il bacino ha modificato profondamente il paesaggio, trasformando Barcis in una meta turistica apprezzata per la bellezza del contesto naturale e per le attività sportive e ricreative sul lago.
Il territorio comunale si estende lungo il versante occidentale della valle, in una zona impervia e boscosa, storicamente legata alla pastorizia, al taglio del legname e all'emigrazione.
Nei secoli, Barcis ha mantenuto un’economia povera ma autosufficiente, organizzata in piccole borgate sparse. Il centro ha subito danni significativi durante il terremoto del 1976, seguiti da un processo di ricostruzione e rilancio turistico.
Sul piano linguistico, Barcis rientra nell’area delle parlate friulane occidentali, con influenze venete e germaniche, date anche dalla storica vicinanza con l’ambiente culturale della Carnia e della Valcellina. Le forme linguistiche locali, oggi in regresso, presentano tratti conservativi e lessico legato alla vita montana.
Il toponimo “Barcis” è attestato fin dal XIII secolo (forme antiche: Barchium, Barchis) e potrebbe derivare dal latino barca, con il significato di “chiatta” o “zattera”, forse riferito a un punto di guado sul torrente, o a forme arcaiche legate a radici prelatine con significato idronimico. Alcune ipotesi riconducono il nome anche a una voce celtica connessa al concetto di “altura” o “costone”, in riferimento alla conformazione orografica.
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