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Cividale del Friuli (Cividât in friulano, Čedad in sloveno) è una cittadina di circa 11.000 abitanti situata nel Friuli orientale, lungo le sponde del fiume Natisone, ai piedi delle Prealpi Giulie. Sorge in una posizione strategica tra la pianura e le Valli del Natisone, in un territorio collinare ricco di storia, vigneti e boschi. Il centro storico conserva un impianto medievale e monumenti d’eccezione, come il Tempietto Longobardo, il Ponte del Diavolo, il Duomo e numerosi palazzi nobiliari. L’economia si basa su turismo culturale, viticoltura, artigianato e servizi, con un tessuto urbano fortemente legato alla storia e all’identità friulana.
Cividale è un centro di primaria importanza storica e linguistica. Fondata come Forum Iulii in età romana, fu capitale del Ducato longobardo del Friuli e poi sede patriarcale fino al Trecento. Dopo il periodo veneziano e quello austriaco, entrò nel Regno d’Italia nel 1866. La città è parte dell’area friulanofona (varietà centro-orientale), e il friulano è ancora parlato nella vita quotidiana, nei contesti familiari e culturali. È inoltre presente una minoranza slovena storica, riconosciuta e tutelata, con uso della lingua slovena nei territori limitrofi e nella toponomastica. La città è sede di istituzioni culturali friulaniste e ospita manifestazioni legate alla storia, alla lingua e alle tradizioni del territorio.
Il toponimo 'Cividale' deriva dal latino Civitas Austriae, poi Civitas Fori Iulii, in riferimento all’antica città romana. La forma friulana 'Cividât' è usata correntemente nella parlata locale, mentre 'Čedad' è l’esonimo sloveno tradizionale. La coesistenza di forme linguistiche diverse riflette l’identità plurilingue e transfrontaliera della città, oggi valorizzata attraverso la segnaletica bilingue e le iniziative culturali interetniche.
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