Farra d'Isonzo

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Farra d’Isonzo (Fare in friulano) è un comune di circa 1.500 abitanti situato nella parte orientale del Friuli-Venezia Giulia, in provincia di Gorizia. Sorge nella media valle dell’Isonzo, su un leggero terrazzo fluviale che domina il corso del fiume, tra i rilievi del Collio e la pianura isontina. Il territorio comunale comprende anche le frazioni di Mainizza e Villanova di Farra, in un paesaggio rurale segnato da vigneti, coltivazioni miste, siepi e zone boscate residue. Il centro è dominato dalla chiesa parrocchiale di San Rocco, ricostruita dopo la Seconda guerra mondiale, periodo durante il quale il paese subì gravi distruzioni.

Farra d’Isonzo si trova in una zona di transizione linguistica tra friulano, sloveno e veneto friulanizzato. Il friulano orientale è storicamente attestato (nella forma Fare), ma oggi è poco usato, mentre l’italiano è la lingua dominante. Permangono tracce di bilinguismo passivo con lo sloveno, in particolare nelle famiglie con origini miste o in contesto transfrontaliero. Le tradizioni locali si esprimono nelle feste religiose, nella viticoltura (Doc Isonzo e Collio), nella cucina di confine e nella memoria delle guerre mondiali, molto vive nel territorio.

Il toponimo ‘Farra’ deriva probabilmente dal longobardo fara, ovvero “gruppo familiare”, “clan guerriero”, indicante un antico insediamento militare o organizzato in forma collettiva. La località fu parte del Patriarcato di Aquileia e poi passò sotto la Repubblica di Venezia, l’Impero austriaco e, dopo il 1866, al Regno d’Italia. La vicinanza al fronte dell’Isonzo durante la Prima guerra mondiale ne ha segnato profondamente l’identità storica e paesaggistica. Oggi Farra d’Isonzo è un comune vitivinicolo e residenziale, con un forte legame alla terra e alla memoria storica del territorio isontino.

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