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Forni di Sotto è un comune della Carnia, situato nella media Val Tagliamento, a circa 700 metri di altitudine. Il centro abitato si sviluppa lungo la sponda sinistra del fiume, in una conca soleggiata incorniciata dai monti Bivera, Tiarfin e Pramaggiore, che segnano l’accesso alle Dolomiti friulane. Il territorio comunale è molto esteso e comprende antichi insediamenti sparsi, pascoli d’alta quota, boschi e corsi d’acqua.
Le prime attestazioni di Forni di Sotto risalgono al Medioevo, ma l’area fu abitata anche in epoche precedenti, come dimostrano i reperti archeologici rinvenuti nella zona. L’economia tradizionale si fondava sull’allevamento, sull’agricoltura di montagna e sullo sfruttamento forestale, con una notevole produzione di carbone vegetale e legname, esportato anche verso la pianura friulana. Nei secoli, il villaggio ha mantenuto una forte coesione comunitaria, regolata da statuti locali e da consuetudini legate alla gestione collettiva dei pascoli e dei boschi.
La parlata locale è una varietà del friulano carnico, con influssi lessicali delle aree ladine e una ricca terminologia legata alla montagna, ai mestieri tradizionali e al calendario contadino. L’architettura conserva esempi di case in pietra e legno, spesso disposte a ballatoio, con portali scolpiti e fienili separati.
Il toponimo “Forni” fa riferimento alle antiche fucine per la lavorazione del ferro o alla fusione del minerale, mentre l’aggettivo “di Sotto” serve a distinguerlo da Forni di Sopra, situato più a monte lungo la valle.
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