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Gorizia (Guriza in friulano, Gorica in sloveno, Görz in tedesco) è una città di circa 14.000 abitanti (capoluogo storico dell'omonima provincia) situata nel Friuli-Venezia Giulia, al confine con la Slovenia. Sorge ai piedi del Colle del Castello, in una posizione strategica tra la pianura friulana, le colline del Collio e la valle dell’Isonzo. Il centro urbano è segnato dalla storia di confine: divisa dopo la Seconda guerra mondiale, oggi è parte integrante dell’eurocittà transfrontaliera Gorizia–Nova Gorica, che sarà Capitale Europea della Cultura nel 2025. La città conserva numerosi palazzi storici, giardini, chiese e musei, nonché una forte impronta asburgica nell’architettura urbana. L’economia si basa su servizi, commercio transfrontaliero, turismo culturale e piccola impresa.
Gorizia è storicamente multilingue e multiculturale: nel corso dei secoli vi hanno convissuto italiani, sloveni, friulani, tedeschi ed ebrei, lasciando una traccia profonda nella vita civile e culturale. Oggi vi si parlano principalmente italiano e sloveno, quest’ultimo riconosciuto come lingua minoritaria, con scuole, media e istituzioni dedicate. Il friulano (nella variante Guriza) è meno vitale ma ancora conosciuto, soprattutto in contesti familiari e nelle comunità provenienti dalla campagna circostante. Il bilinguismo e la pluralità culturale sono elementi distintivi della città.
Il toponimo Gorizia deriva dallo sloveno Gorica, che significa “piccola altura” o “collina”, riferito al colle su cui sorge il castello. La forma tedesca Görz, attestata fin dal Medioevo, ha avuto ampia diffusione durante il periodo asburgico. La città fu infatti capitale della Contea principesca di Gorizia e Gradisca all’interno dell’Impero, prima di passare all’Italia nel 1918. Fortemente colpita dai due conflitti mondiali, Gorizia ha saputo reinventarsi come ponte tra culture, simbolo di integrazione europea e dialogo tra popoli.
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