Grado

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Grado è un comune italiano di circa 7.600 abitanti, situato in Friuli Venezia Giulia, su un’isola sabbiosa al margine della laguna omonima, tra il delta del Tagliamento e quello dell’Isonzo. È collegata alla terraferma da una strada rialzata che attraversa la laguna. Per la sua posizione e la sua storia, è oggi un importante centro turistico e termale, noto come Isola del Sole e anche come la Prima Venezia, per la sua antica funzione di rifugio e centro ecclesiastico dopo la caduta di Aquileia.

Le origini di Grado risalgono all’epoca romana, quando esisteva qui un vicus portensis, porto e insediamento costiero legato ad Aquileia. Nel 453, a seguito della distruzione di Aquileia da parte degli Unni, parte della popolazione si rifugiò nelle isole lagunari, tra cui Grado. La località ospitava già una residenza estiva del vescovo di Aquileia, con una chiesa annessa. Nel 568, l’arrivo dei Longobardi spinse l’arcivescovo Paolino a fuggire stabilmente a Grado, portando con sé i tesori della Chiesa aquileiese e trasferendovi la sede patriarcale. Dal 606, dopo la morte dell’arcivescovo Severo, si aprì una lunga controversia ecclesiastica tra due patriarchi detti entrambi “aquileiesi”: uno a Grado, sotto protezione bizantina e veneziana (Nova Aquileia), e uno nel Friuli longobardo. Grado fu più volte saccheggiata: nel 662 dal duca longobardo Lupo, e nel 1042 dal patriarca Popone, che la incendiò e ne depredò i tesori. In seguito, la sede patriarcale di Grado fu trasferita a Venezia, dando origine al patriarcato veneziano. La città perse progressivamente importanza, tornando per secoli a essere un semplice villaggio di pescatori. In età moderna e contemporanea, la rinascita di Grado cominciò nel 1872, quando il medico fiorentino Giuseppe Barellai vi fondò un ospizio marino per bambini, riconoscendo le proprietà terapeutiche del clima e della sabbia. A partire da fine Ottocento, accanto al nucleo storico (difeso da una diga e caratterizzato da campielli, callette, altane e chiese paleocristiane), sorse una moderna città balneare, con alberghi, villini e giardini. Grado divenne così una rinomata stazione termale e climatica dell’Impero austro-ungarico, frequentata anche dall’élite viennese. Dopo il 1918 entrò a far parte del Regno d’Italia. Il toponimo Grado deriva dal latino gradus (scalo, porto), a indicare un luogo di approdo. La popolazione parlava tradizionalmente un dialetto veneto lagunare, con influenze friulane e slave, oggi in gran parte sostituito dall’italiano, ma oggetto di tutela e valorizzazione culturale.

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