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Illegio è una frazione montana del comune di Tolmezzo, con poco più di 300 abitanti, situata a 560 metri di altitudine nella stretta e verdeggiante valletta del Rio Touf. Circondato da versanti boscosi e pareti rocciose, il borgo conserva un impianto compatto, con case in pietra, archi, fontane e dettagli architettonici che testimoniano una lunga continuità insediativa.
Illegio è noto per la sua storia religiosa e culturale: in epoca altomedievale fu sede di un'importante comunità monastica, testimoniata dai resti archeologici di due complessi ecclesiastici paleocristiani sul colle di San Pietro. Per secoli, fu centro spirituale di riferimento per le vallate circostanti, con una pieve di grande rilievo e un vivace tessuto confraternale. L’attività agricola e pastorale, insieme alla produzione di legname e alla filatura domestica, hanno costituito la base economica fino al Novecento, quando molti abitanti emigrarono, specialmente in Francia e Germania.
Il friulano parlato a Illegio è una varietà carnica ben conservata, con espressioni e toponimi propri, fortemente radicati nel lessico della vita montana. Accanto alla tradizione orale, la memoria locale è alimentata dalla ricerca storica e dalla valorizzazione culturale, promossa negli ultimi decenni anche attraverso mostre d’arte e attività culturali di rilievo internazionale.
L’origine del toponimo è oggetto di dibattito: una spiegazione tradizionale lo fa derivare dal latino ecclesia, a indicare l’antica funzione religiosa del luogo; un'altra ipotesi, sostenuta da alcuni studiosi, lo collega al termine latino illic (“là”), in riferimento alla posizione remota e appartata del borgo. La forma friulana Dieç riflette l’evoluzione fonetica e la lunga stratificazione linguistica del nome.
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