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San Vito al Tagliamento (San Vît dal Tiliment in friulano) è un centro storico e culturale della Bassa friulana occidentale, situato nella provincia di Pordenone, lungo la riva sinistra del fiume Tagliamento. Conta circa 15.000 abitanti ed è articolato in un nucleo centrale racchiuso entro l’antica cinta muraria e in numerose frazioni, tra cui Rosa, Ligugnana, Gleris, Savorgnano e Prodolone, immerse in un paesaggio agrario di pianura. Il centro conserva un impianto medievale ben definito, con il castello, il Duomo di San Vito Martire, palazzi rinascimentali, portici, mura e porte urbiche, testimoniando un passato di rilevanza strategica e culturale.
San Vito è situato in area friulanofona: il friulano occidentale (San Vît dal Tiliment) è ancora parlato, accanto all’italiano, e riconosciuto ufficialmente a livello locale. La tradizione linguistica friulana si riflette nella toponomastica, nella cultura popolare, nella musica e nella trasmissione orale. L’attività culturale è vivace: la presenza di un Teatro Ottocentesco, numerose rassegne artistiche, festival e una biblioteca civica ne fanno un importante polo culturale. L’economia è mista, con settori industriali (meccanica, calzaturiero), agricoli e servizi avanzati.
Il toponimo 'San Vito' fa riferimento al martire cristiano cui è dedicata la chiesa principale; l'aggiunta 'al Tagliamento' distingue il borgo dagli omonimi e ne sottolinea la posizione geografica. Già insediamento romano, nel medioevo fu castello patriarcale e poi feudo dei Savorgnan, inserito nella rete difensiva della Repubblica di Venezia. In epoca moderna seguì le vicende dell’Impero asburgico e poi del Regno d’Italia. Oggi San Vito al Tagliamento è considerato uno dei borghi più ricchi di patrimonio architettonico e identità friulana, in equilibrio tra conservazione storica e sviluppo territoriale.
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