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Sappada (Plodn in sappadino, Plodar in tedesco) è un comune alpino di circa 1.300 abitanti situato nell’alta valle del Piave, nelle Alpi Carniche, al confine tra Friuli-Venezia Giulia e Austria. L’insediamento è sparso in quindici borgate (Keile), con case in legno costruite secondo la tecnica tradizionale del blockbau.
Il paesaggio, dominato da boschi, prati e rilievi dolomitici, è attraversato da sentieri alpini e conserva elementi architettonici e culturali antichi. L’economia locale si basa sul turismo montano, l’artigianato ligneo e le attività stagionali legate all’agricoltura e alla silvicoltura.
Sappada è una delle isole linguistiche germanofone dell’arco alpino. La parlata locale, il sappadino (Plodarisch), è una variante del tedesco bavarese meridionale, introdotta probabilmente nel XIII-XIV secolo da coloni tirolesi e carinziani. Ancora oggi è ampiamente parlata nella comunità e riconosciuta come lingua minoritaria. La storia della località la vide parte della Pieve di Cadore, sotto la Repubblica di Venezia e poi nell’Impero austriaco. Dopo l’annessione al Regno d’Italia nel 1866, appartenne al Veneto fino al 2017, quando fu ricongiunta amministrativamente al Friuli-Venezia Giulia, riaffermando i legami con la Carnia. Le tradizioni locali, come il carnevale alpino (Vosenòcht) e i musei etnografici, testimoniano una cultura radicata e resiliente.
Il toponimo italiano 'Sappada' ha probabili origini prelatine o celtiche, forse connesse a elementi idrografici. La forma germanofona 'Plodn', usata come autoglottonimo, ha etimologia incerta ma radicata nella microtoponomastica locale. La presenza di toponimi e antroponimi tedeschi nelle borgate rafforza l’identità plurilingue del territorio.
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