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Sgonico (Sgonìco in dialetto triestino, Zgonik in sloveno) è un comune di circa 2.100 abitanti situato nell’altipiano carsico a nord-ovest di Trieste, proprio al confine con la Slovenia. Il territorio si estende tra doline, boschi, rilievi come il Monte Lanaro, riserva naturale, e grotte celebri come la Grotta Gigante, una delle più vaste d’Europa.
Il centro urbano si articola attorno alla parrocchiale di San Michele Arcangelo, con un campanile alto 36 m che è tra i più alti del Carso. A Rupinpiccolo si trova un castelliere dell’età del Bronzo/Ferro, tra i meglio conservati in regione.
Sgonico è uno dei comuni riconosciuti come territorio di minoranza slovena, in cui la lingua slovena gode di pari dignità con l’italiano secondo la normativa regionale (legge n. 38/2001). Storicamente, oltre la metà della popolazione era di madrelingua slovena (nel 1971 circa 80 %, nel 1983 ancora circa 54 %). Il friulano non è rilevante in quest’area; prevalgono italiano e sloveno (dialetto carniolino centrale, notranjsko narečje). L’economia locale è da sempre legata alla pastorizia e all’agricoltura, ma l’attività estrattiva ha avuto rilievo già nell’Ottocento con l’estrazione del marmo carsico. Oggi oltre al turismo naturalistico legato alle grotte e alle osmize (cantine tipiche del Carso), l’area ospita una zona artigianale vicino alla “Stazione di Prosecco”, sede di aziende tecnologiche come Telit o u blox.
Il toponimo Sgonico (Zgonik in sloveno) ha un'origine incerta, ma si ritiene derivi da un antroponimo slavo. Secondo studiosi di toponomastica slava e friulana, Zgonik (e quindi Sgonico) deriverebbe da un nome personale slavo Zgon o Zgonь, a cui si aggiunge il suffisso -ik, comune in molti toponimi slavi e indicativo di appartenenza o derivazione (come in Kranjik, Radovljik, Gorik). Il significato complessivo sarebbe quindi: “luogo appartenente a Zgon” oppure “insediamento di Zgon”.
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