Progetto
L’Atlante storico linguistico etnografico friulano (ASLEF) costituisce una pietra miliare per gli studi di geografia linguistica del Friuli e delle aree contermini. Promosso dalla Società Filologica Friulana negli anni Sessanta del Novecento e diretto da Giovan Battista Pellegrini, l’ASLEF risulta il primo atlante linguistico regionale d’Italia, un atlante che poggia sulle solide basi di una disciplina, che annoverava, già al tempo, i contributi di numerosi illustri specialisti, a partire da Graziadio Isaia Ascoli, Carlo Battisti, Giuseppe Francescato e altri. La fitta rete dei 143 punti di inchiesta sul territorio, l’ampiezza del questionario, con i suoi 6.293 concetti, l’accuratezza nella raccolta e nel vaglio dei dati, ne fanno uno strumento davvero prezioso per rappresentare le singole varietà dialettali della regione, prese singolarmente o nel loro complesso. Molto interessante, ad arricchire la polifonia e la varietà del repertorio, risulta la presenza di punti alloglotti germanofoni, ai confini settentrionali dell’area considerata, slovenofoni, propri delle valli orientate a est, e venetofoni, a descrivere l’ampia area di contatto e transizione con le parlate del vicino Veneto.
I sei volumi dell’ASLEF escono dal 1972 al 1986 con il corredo di una robusta Introduzione, curata da Pellegrini sempre nel 1972, e sono accompagnati da numerosi lavori di analisi dei materiali pubblicati. A distanza di cinquant’anni dalla pubblicazione del lavoro, grazie alla preziosa collaborazione dell’Istituto dell’Atlante linguistico italiano (ALI) di Torino, è stato avviato dalla Società Filologica Friulana un progetto di valorizzazione dell’opera a partire dal programma di digitalizzazione e di indicizzazione delle carte e delle tavole dell’ASLEF. In questo sito si può accedere al repertorio direttamente dalla rete e recuperare tutte le informazioni in esso contenute.
Costituisce utile ausilio alla consultazione dei dati raccolti dall’atlante, per studiosi e ricercatori, la disponibilità di migliaia di titoli di bibliografia specialistica che, grazie al legame con le banche dati delle “Riviste friulane” e delle “Teche friulane”, risultano immediatamente fruibili.
Federico Vicario